Paolina Borghese Bonaparte come Venere vincitrice

Antonio Canova
(Possagno, Treviso 1757 - Roma 1822)
<p>Antonio Canova</p>

<p><em>Paolina Borghese Bonaparte come Venere vincitrice</em><br />
 </p>

Marmo di Carrara, h cm 92, con il letto cm 160
Inventario
LIV
zxczxProvenienza
commissione di Camillo Borghese (1804)
Posizione
Sala I - Sala della Paolina

L'opera fu commissionata nel 1804 al celebre scultore veneto, dal principe Camillo Borghese (1775-1832) in onore della sua giovane moglie, sorella minore dell'imperatore Napoleone Bonaparte.
Non senza destare un certo scalpore fra i contemporanei, la principessa vestì le sembianze della dea Venere, vittoriosa nel giudizio di Paride, per esaltare il proprio rango sociale e dinastico e la sua celebrata bellezza.
Paolina (1780-1825) giace seminuda su una dormeuse in legno dipinto decorata da inserti dorati, mentre presenta  tra le dita sottili il pomo, attribuito alla dea in segno di riconoscimento della sua supremazia fra le divinità femminili. Grazia antica e artificio compositivo si accordano con la resa naturalistica, quasi pittorica, dei morbidi incarnati e dei veli leggeri che le coprono i fianchi.
Dopo essere stata trasportata presso la residenza torinese di Camillo, e in seguito nel Palazzo Borghese di Campo Marzio a Roma, la statua di Paolina giunse nel Casino Pinciano nel 1838; solo dal 1889 tuttavia, fu collocata nella Sala I, in accordo con i temi narrati nella volta con le Storie di Venere ed Enea di Domenico de Angelis (1779).