La Verità

Gian Lorenzo Bernini
(Napoli 1598 - Roma 1680)
<p>Gian Lorenzo Bernini</p>

<p><em>La Verità</em><br />
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Marmo di Carrara, alt. 277
Inventario
CCLXXVIII
zxczxProvenienza
Casa Bernini in Via della Mercede (fino al 1852), in seguito nel Palazzo Bernini di Via del Corso (fino al 1924), poi in deposito presso la Galleria Borghese; nel 1958 acquistata dallo Stato Italiano.
Posizione
Sala VI - Sala del Gladiatore

La Verità  fu realizzata dall’artista per  sé e per i suoi eredi, in un periodo difficile della sua carriera, culminato con l'abbattimento di uno dei campanili da lui progettati per la Basilica di San Pietro e con l'elezione al soglio pontificio di Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), che gli preferì come architetto Francesco Borromini (1599-1667).
Il gruppo scultoreo, rappresentante l'allegoria della Verità svelata dal Tempo, non fu mai portato a termine. Alla morte dell'artista il grande blocco di marmo destinato alla realizzazione del Tempo in volo, rivelatore della Verità, fu venduto dagli eredi.
La fanciulla, seduta su un masso roccioso, tiene nella mano destra il sole e poggia la gamba sinistra sul globo terrestre, secondo un'iconografia già canonizzata nella celebre Iconologia di Cesare Ripa (1600).
Del gruppo scultoreo sono noti numerosi disegni autografi; nella figura della Verità si possono riconoscere dei legami con l’incompiuta Allegoria della Virtù di Correggio (Antonio Allegri) (1489-1534) conservata presso la Galleria Doria Pamphilj di Roma. Qui la dovette conoscere Bernini, che riuscì poi a riguadagnare i favori del pontefice Innocenzo X, strappandogli la commissione della Fontana dei Fiumi (1648/51).

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