Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)

Caravaggio, Michelangelo Merisi, detto il
(Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
<p>Caravaggio (Michelangelo Merisi)</p>

<p><em>Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)</em><br />
 </p>

Olio su tela, cm 67x53
Inventario
534
zxczxProvenienza
Sequestro Cavalier D'Arpino (1607)
Posizione
Sala VIII - Sala del Sileno

Come il Giovane con canestra di frutta, la tela proviene dal gruppo di opere che nel 1607 furono confiscate al Cavalier d'Arpino (1568-1640) dopo la pretestuosa incarcerazione per possesso illegale di archibugi. Il pittore, per essere rilasciato, fu costretto a donare la propria quadreria alla Camera Apostolica, così che Paolo V la potè regalare al nipote Scipione Borghese, presumibile autore della pianificata sottrazione. Si tratta di una raffigurazione di tipo allegorico in cui il soggetto, ritratto con estremo realismo, è ornato con gli attributi di Bacco, dio del vino e dell'ebbrezza. Il giovane si rivolge allo spettatore in posa atipica, di tre quarti, mostrando fra le mani un naturalistico grappolo d'uva bianca, in evidente contrasto con il suo incarnato ceruleo e insalubre. La critica individua nel soggetto un possibile autoritratto dell'artista, facendo risalire il dipinto a un avvenimento biografico, il ricovero presso l'Ospedale della Consolazione di Roma, per circostanze non meglio definite. Da qui l'interpretazione da cui ha origine la titolazione dell'opera come Autoritratto in veste di Bacco o più comunemente Bacchino malato.

 

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